Castello di Magliano facciata

Il castello

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Proprietà della famiglia Alfieri dal 1240, l’attuale residenza fu fatta costruire sul luogo della fortezza medievale, dal conte Catalano degli Alfieri di Magliano e Castagnole delle Lanze, a partire dal 1649. L’edificio si distingue per l’imponenza delle linee, severe e aggraziate, proprie del barocco piemontese più maturo.

Castello di Magliano dettaglio portone

Purtroppo il conte non vide il termine dei lavori.

Morì di infarto nel 1674, nelle segrete di Palazzo Madama a Torino, dove era rinchiuso, accusato di tradimento per non essere riuscito ad invadere i territori di Genova nella rovinosa spedizione del 1672. Fu riabilitato nel 1679, dopo che il suo accusatore-calunniatore era stato giustiziato.Portò a termine la costruzione delle parti principali del castello, intorno al 1680, il figlio, conte Carlo Emanuele, ministro dei Savoia a Madrid, Parigi, Vienna e ambasciatore a Londra.

Nel castello soggiornò da bambino e nelle stagioni estive, per far visita alla madre, Vittorio Alfieri.

Il grande poeta e drammaturgo era nato ad Asti, poco lontano, nel 1749. Era il figlio avuto da un precedente matrimonio da Monica Maillard de Tournon, della quale fu terzo marito Giacinto Ludovico, successore di Carlo Emanuele e ultimo conte di Magliano. Alla sua morte, nel 1797, gli Alfieri di Magliano si estinsero.

Il castello passò in varie mani fino a quando venne acquistato dal marchese Cesare degli Alfieri di Sostegno, nel 1843.

Castello di Magliano interno corona
Barolo Castles Foundation Castello di Magliano affresco
Barolo Castles Foundation Castello di Magliano dettaglio interno stanza

Castello di Magliano interno

Nel 1952 il castello è donato dalla marchesa Margherita Pallavicino, erede della famiglia, alla parrocchia di Sant’Andrea. Nel 1988 una donazione del parroco al Comune di Magliano Alfieri lo rende proprietà comunale. Si avviano così i lavori finalizzati a rimuovere i tramezzi e le solette costruiti negli anni Sessanta, quando l’edificio ospitò alcune abitazioni private.

Varcato il portone, l’ampio ed elegante scalone d’onore conduce al Salone degli stemmi.

Caratterizzato da una pregevole volta a padiglione decorata con stucchi in gesso ad alto rilievo, la sala accoglie oggi frequenti concerti e convegni. Gli stucchi riproducono gli stemmi della famiglia Alfieri e di altre famiglie ad essa imparentate. Agli angoli della volta trova posto l’aquila di casa Alfieri con i motti “Tort ne dure”, riferito alla tragica vicenda di Catalano Alfieri, e “Hostili tincta cruore”, probabilmente riferito all’insegna. Al centro campeggia lo stemma degli Alfieri di Magliano sovrastato dalla corona marchionale.

Sul lato est del castello si trova la cappella gentilizia dedicata al Santo Crocifisso, ricordata anche come Oratorio della Santa Sindone.

La sua costruzione risale alla seconda metà del Settecento. A navata unica, è decorata con affreschi realizzati a tromp l’oeil con prospettive di grande effetto architettonico e grande qualità artistica. Tre ampie tele, attribuibili al celebre pittore braidese Pier Paolo Operti, rappresentano episodi della vita di Cristo.

Castello di Magliano vista finestra